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Il multiculturalismo spiegato ai ragazzo

Multiculturalism explained to children. 3 video documentaries and the opportunity for classes to participate in workshops, made ​​on the issue of multiculturalism, with artists such as Armin Linke, Francesco Jodice, Paola Di Bello, Annamaria Martena, Stephen Boccalini). Were made​​: a paper catalog and the website www.multi-culturalismo.it.

Tu che mi guardi tu che mi racconti: La multiculturalità spiegata ai ragazzi.

In una tensostruttura: in una sala proiezione con 3 documentari e la possibilità per le classi di partecipare a workshop, realizzati sul tema della multiculturalità, insieme ad artisti quali Armin Linke, Francesco Jodice, Paola Di Bello, Annamaria Martena, Stefano Boccalini). Sono stati realizzati: un catalogo cartaceo e il sito www.multi-culturalismo.it.

Team di progetto: Sarah Orlandi (concept didattico), Metaflow (Mario Benini, Alessandro Boccardi, Francesca Zocchi)

tu che mi

Dalla pubblicazione:

La didattica tra multiculturalità e creazione

Proviamo a galoppare con la mente: multicultura, conoscenze, lingue, tradizioni, valori. Estraneità, familiarità, appartenenza. Camuffarsi, annullarsi, ritrovarsi. Diverso, uguale, simile, compatibile. Integrazione, adattamento.
La multiculturalità è un bacino immenso di contenuti. Come riuscire ad avvicinarsi ad essa senza sminuirne la complessità e la ricchezza?

“Come è difficile vedere ciò che ho sotto gli occhi”
L.J. Wittgenstein

Per poter vedere quello che abbiamo davanti, mimetizzato nella quotidianità dalle solite cose, dobbiamo cambiare il punto di vista, l’approccio, il punto di accesso. Se guadiamo e parliamo di un oggetto, osservandolo da lontano, ne avremo delle impressioni ma se ci avviciniamo, lo guardiamo da davanti, da sotto e di lato, lo tocchiamo, lo annusiamo, lo smontiamo e lo rimontiamo, il bagaglio di informazioni ottenute è molto più vario.
Soprattutto se il tema è la multiculturalità che i ragazzi vivono quotidianamente senza necessariamente percepirla come tale.
La didattica può divenire il momento in cui osservarsi osservare. È dunque interessante fermarsi a vedere cosa accade nella nostra mente: osservando ed elaborando la multiculturalità cosa cattura lo sguardo e l’attenzione?
Soffermandosi a parlare dei contenuti si cade facilmente nella formulazione di frasi scontate, mentre partire da un’opera realizzata, dalle scelte artistiche, aiuta ad esprimersi e a trovare il proprio punto di vista. Attraverso la mediazione e lo studio delle opere creative si crea uno spazio di lavoro interessante, un corridoio di libertà, in cui il pensiero originale dei ragazzi può emergere.

Il coinvolgimento degli artisti
Riflessione, creazione e realizzazione di un opera sono tutt’uno. Per questo motivo, a realizzare i workshop con i ragazzi sono stati invitati degli artisti che da tempo lavorano sul tema della multiculturalità:
Stefano Boccalini, Paola Di Bello, Simonetta Fadda, Francesco Jodice, Armin Linke, Annamaria Martena, Roberto Lucca Taroni, Alessandro Nassiri.
Dall’incontro con l’artista, con il suo modo di rielaborare le problematiche della multicultura, alla realizzazione di un’installazione collettiva.

Il pensiero trasformativo
Osservare gli artisti al lavoro è affascinante: sono l’essenza di una mente trasformativa, affrontano le tematiche cercando una soluzione diversa, una sfumatura che sfaccetta il contenuto.
I temi proposti dai documentari sono: la relazione fra le generazioni, la reinvenzione nell’uso dei luoghi cittadini, il potenziale creativo ed espressivo nella multiculturalità, il lavoro, gli stili di vita, i consumi. A partire dai contenuti dei filmati, alcuni workshop coinvolgeranno artisti e ragazzi non in una soluzione ma in una riflessione. Con la didattica si realizza un contro-canto ai contenuti dei documentari.
Pensare altrimenti. Affrontare la questione da un’altro punto di vista. Rielaborare.
Il contatto diretto con un artista – un professionista nella rielaborazione creativa capace di servirsi di tutti gli strumenti tecnici, corporei e plastici per rendere al meglio un’idea – diventa un’occasione unica di osservare concretamente un modo creativo di pensare.
Questo modo di reinterpretare il proprio punto di vista avvicina la creatività dell’artista alla quotidianità dello straniero, capace di reinventare se stesso in una comunità che gli appartiene solo in parte.
Coinvolgere i ragazzi in attività creative, permette di parlare di multiculturalità senza rischiare di cadere in commenti scontati.
Alcune classi sono state coinvolte direttamente nei workshop, altre possono vederli su www.multi-culturalismo.it
Un sito dove è possibile rivivere le installazioni degli artisti, guardare i documentari e conoscere nuove proposte per la realizzazione di altri laboratori.

Nella Giornata Mondiale dell’Infanzia possiamo provare come adulti ad
osservare i ragazzi pensare.

testo di Sarah Dominique Orlandi